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«Dissociazione 27»: l’ACS prende posizione sulla procedura da seguire

am 29. Juni 2026
Tempo di lettura: ca. 2min

Con il progetto «Dissociazione 27», la Confederazione e i cantoni intendono procedere a una revisione su vasta scala della ripartizione dei compiti tra i diversi livelli statali. In tale contesto vengono rispettati i principi della sussidiarietà e dell’equivalenza fiscale («chi paga comanda») sanciti dalla Costituzione federale; inoltre, nel complesso il progetto dovrà rispettare la neutralità di bilancio sia per la Confederazione che per i cantoni.

Dopo che un’organizzazione di progetto composta in modo paritetico ha effettuato un’analisi ad ampio raggio della situazione, ora è disponibile una proposta per la procedura da seguire, che è stata sottoposta a consultazione.

Nella sua presa di posizione, l’Associazione dei Comuni Svizzeri (ACS) sottolinea innanzitutto che nella seconda fase del progetto i comuni e le città devono essere obbligatoriamente coinvolti e che gli effetti delle diverse varianti di dissociazione a livello comunale vanno debitamente esaminati. Inoltre, si dichiara favorevole a dare seguito solo alle raccomandazioni in merito alle quali esiste un certo consenso riguardo a una possibile dissociazione.

Dal punto di vista dei contenuti, l’ACS sostiene l’analisi approfondita proposta relativa all’accorpamento dei contributi stradali in un unico pagamento di trasferimento, a condizione che si tenga conto degli oneri geografico-topografici e che le regioni periferiche non siano svantaggiate. Anche per quanto riguarda le prestazioni complementari, in linea di principio l’ACS si dimostra aperta a valutare la centralizzazione.

L’ACS è invece decisamente contraria a un’analisi approfondita, tra l’altro, negli ambiti seguenti.

  • Decentralizzazione nel settore del traffico (traffico regionale viaggiatori, traffico d’agglomerato, finanziamento stradale): i flussi di traffico non seguono i confini cantonali, i compiti nel settore del traffico sono quindi classici compiti congiunti.
  • Sembra parimenti poco sensata una decentralizzazione nella formazione professionale, che in Svizzera vanta elevati standard qualitativi e rappresenta un compito condiviso tra Confederazione, cantoni e organizzazioni del mondo del lavoro. Questa ripartizione dei compiti e il relativo finanziamento hanno dato buoni risultati e devono essere mantenuti anche in futuro.


Presa di posizione (in tedesco)


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