Banda ultra larga: i Comuni chiedono alla Confederazione il finanziamento integrale
La Svizzera dispone di una buona copertura con collegamenti a banda larga e rete mobile, ma non per quanto riguarda i collegamenti a banda ultra larga, oggi garantiti dalla fibra ottica, la tecnologia al momento più performante. Inoltre, a partire dal 2030 Swisscom prevede di dismettere le proprie reti in rame, utilizzate per i collegamenti a banda larga. Il Consiglio federale vorrebbe pertanto promuovere l’espansione della rete in fibra ottica. La sua «Strategia gigabit» prevede di sovvenzionare, a partire dal 2030, l’espansione della rete per quel 10 per cento circa di utenti per i quali l’espansione non è redditizia e per i quali, di conseguenza, i gestori privati delle infrastrutture non investiranno. Sono chiamate in causa soprattutto le regioni rurali e periferiche.
La Strategia Gigabit prevede quindi sussidi statali fino a 730 milioni di franchi, ai quali la Confederazione contribuirebbe per una metà. L’altra metà spetterebbe ai cantoni, che potrebbero però a loro volta trasferire i costi ai Comuni. Secondo le stime, i 730 milioni di franchi previsti sono sufficienti per dotare il 97 per cento di tutti i collegamenti di rete fissa della tecnologia in fibra ottica. I sussidi sarebbero disponibili per un periodo massimo di otto anni (o per un periodo più breve, qualora i fondi venissero esauriti prima) e i Comuni, sulla base di sondaggi condotti presso i gestori delle infrastrutture, dovrebbero dimostrare che questi ultimi non intendono realizzare autonomamente un allacciamento alla rete in fibra ottica nelle aree interessate. Le richieste di sovvenzione dei Comuni verrebbero esaminate in un primo tempo dal cantone, prima di essere inoltrate all’Ufficio federale delle comunicazioni (UFCOM) competente. Verrebbero sostenuti solo i progetti in cui la quota di sovvenzione non supera il 50 per cento dei costi totali.
Il 30 ottobre, nell’ambito di un’audizione parlamentare dinanzi alla Commissione dei trasporti e delle telecomunicazioni del Consiglio degli Stati (CTT-S), l’Associazione dei Comuni Svizzeri (ACS) si è espressa in merito al progetto di legge sul sostegno alla banda larga (LSBL). L’ACS accoglie con favore l’intenzione di promuovere lo sviluppo della rete a banda ultra larga, ma ritiene che il progetto sia troppo poco ambizioso (in tedesco). Secondo l’articolo 92 della Costituzione federale, le telecomunicazioni sono di competenza (esclusiva) della Confederazione, motivo per cui l’ACS si aspetta un finanziamento integrale da parte della Confederazione, senza il coinvolgimento dei cantoni o dei Comuni. Inoltre, l’ACS critica anche il tetto massimo di 730 milioni di franchi previsto per le sovvenzioni. Con costi aggiuntivi relativamente contenuti, sarebbe possibile dotare quasi tutti i collegamenti della tecnologia in fibra ottica ed evitare così un divario digitale tra città e campagna. Al posto di un tetto massimo fisso dei costi dovrebbero quindi subentrare analisi costi-benefici. L’ACS chiede inoltre di rinunciare alla limitazione temporale del sostegno, attualmente fissata a otto anni, di abolire la disposizione secondo cui vengono finanziati solo i progetti la cui quota di sovvenzione non supera il 50 per cento dei costi nonché di accelerare il piano di ampliamento.
Infine, l’ACS sottolinea l’importanza di procedure semplici e pragmatiche per i Comuni: occorre rinunciare sia a un esame preliminare delle domande comunali da parte dei cantoni, sia all’obbligo di effettuare sondaggi preliminari presso i gestori delle infrastrutture. Sarebbero infine utili per i Comuni strumenti standardizzati per il calcolo dei costi e dei benefici, pubblicati dall’UFCOM.
