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Garantire il giornalismo regionale, modernizzare il sostegno ai media

am 03. Juni 2026
Tempo di lettura: ca. 2min

Un giornalismo regionale e locale vivace garantisce la pluralità delle opinioni e assicura in particolare che anche le istanze delle regioni linguisticamente ed economicamente periferiche ottengano visibilità e ascolto. In parallelo, il panorama mediatico svizzero è in fase di trasformazione: sempre più contenuti vengono utilizzati online, ma a beneficiarne sono soprattutto i colossi tecnologici stranieri.

L’attuale sistema di sostegno ai media non tiene quindi più conto dei cambiamenti nel consumo dei media. La distinzione continua a essere tra radio e televisione (canone Serafe) da un lato e media stampati (sostegno indiretto alla stampa da parte della Confederazione tramite agevolazioni per la distribuzione) dall’altro. L’Associazione dei Comuni Svizzeri (ACS) e il Gruppo svizzero per le regioni di montagna (SAB) ritengono che sia necessario riorganizzare il sostegno ai media. L’obiettivo delle due associazioni è un cambio di sistema che vada nella direzione di un sostegno ai media a lungo termine e indipendente dal canale.

L’ACS e il SAB hanno quindi invitato i membri del Consiglio nazionale e del Consiglio degli Stati a un convegno il 3 giugno sulle proposte per lo sviluppo a lungo termine del servizio pubblico mediatico. È ipotizzabile, ad esempio, una fusione dei due «fondi» – canone Serafe e sostegno indiretto ai media – in un unico fondo comune, indipendente dalla Confederazione, che sostenga i media secondo una chiave di ripartizione definita.

Le possibili linee d’azione sono state illustrate dalla vicedirettrice dell’ACS Manon Röthlisberger e dal direttore del SAB Thomas Egger. In passato, Anna Jobin, assistente all’università di Friburgo ed ex presidente della Commissione federale dei media (COFEM), aveva tenuto una relazione sulla trasformazione del panorama mediatico e sulle sue implicazioni per il servizio pubblico mediatico del futuro.

Il convegno vuole essere l’occasione per lanciare e promuovere un dibattito parlamentare sul futuro del sostegno ai media. L’ACS e il SAB continueranno a sostenere e a seguire da vicino il tema.


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