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Cantoni, Città e Comuni vogliono gestire la crescita, non plafonarla

am 11. Mai 2026
Tempo di lettura: ca. 3min
MK 11.05.2026

Fonte: Unione delle città svizzere

La crescita demografica offre opportunità ma comporta anche delle sfide. Cantoni, Città e Comuni lo dimostrano: con soluzioni diversificate e vicine ai cittadini gestiscono l’immigrazione e la crescita con effetti positivi anche sulla qualità di vita. Un plafonamento rigido della popolazione ridurrebbe il margine di manovra dei poteri pubblici e creerebbe ancora più problemi invece di risolverli. In occasione di una conferenza stampa congiunta, la Conferenza dei governi cantonali (CdC), l’Unione delle Città svizzere (UCS) e l’Associazione dei Comuni Svizzeri (ACS) hanno spiegato perché respingono l’iniziativa popolare «No a una Svizzera da 10 milioni!» in votazione il 14 giugno.

La forza del sistema federale svizzero sta nella capacità di risolvere i problemi al giusto livello istituzionale e di agire per quanto possibile considerando i bisogni concreti delle cittadine e dei cittadini. Ogni regione deve affrontare le proprie sfide. Per gestire la crescita demografica, Cantoni, Città e Comuni dispongono di strumenti di comprovata efficacia. «Benessere e qualità di vita non sono frutto dell’immobilismo ma di un’economia dinamica e performante. Porre un limite alla crescita e all’immigrazione non risolve i problemi», afferma il consigliere di Stato argoviese e presidente della CdC Markus Dieth. Anzi: «Alla fine ci mancheranno i mezzi finanziari e le risorse umane per rispondere alle aspettative quotidiane della popolazione in termini di affidabilità dei servizi di base, come un sistema sanitario funzionante, collegamenti efficienti e puntuali, un buon sistema educativo e ambienti naturali e spazi di vita di qualità».

L’obiettivo principale rimane quello di garantire a tutta la popolazione una qualità di vita eccellente con l’adozione di misure mirate, tra cui migliorare la mobilità riducendo gli ingorghi, garantire alloggi a sufficienza senza frammentare il territorio e sviluppare una buona infrastruttura. «Le Città svizzere hanno dimostrato di saper accompagnare attivamente la crescita demografica, favorendo una qualità di vita elevata, un’economia dinamica e una vita culturale e sociale ricca e diversificata», spiega il sindaco di Aarau e presidente dell’UCS Hanspeter Hilfiker.

Per essere efficaci, Cantoni, Città e Comuni devono disporre di un margine di manovra sufficiente. Senza manodopera qualificata non possono garantire alla popolazione i servizi fondamentali (ad es. sanità, acqua potabile, rifiuti) e condizioni quadro interessanti per l’economia. Vista l’evoluzione demografica, il mercato svizzero del lavoro non è in grado di soddisfare questa domanda.

L’iniziativa crea più problemi che soluzioni
Un limite rigido come quello proposto dall’iniziativa popolare in votazione il 14 giugno non porterà alcun miglioramento. Accettarlo significa aggravare ulteriormente la scarsità di manodopera qualificata e impedire a Cantoni, Città e Comuni di mantenere la loro attrattività e di garantire un servizio pubblico di qualità.

Un «sì» all’iniziativa comporterebbe inoltre la denuncia di diversi accordi firmati con l’Unione europea con un forte aumento dei costi e maggiore instabilità per i Cantoni, le Città e i Comuni. Esclusa dallo spazio Schengen/Dublino, la Svizzera dovrà regolamentare da sola le questioni di sicurezza pubblica e di politica in materia d’asilo. «L’iniziativa intende impedire l’arrivo di criminali tra i richiedenti l’asilo ma produrrà l’effetto contrario: il numero dei richiedenti aumenterà. Abbiamo bisogno della cooperazione con i Paesi di destinazione e di origine dei richiedenti l’asilo per garantire uno svolgimento rigoroso dei rinvii», sottolinea il consigliere agli Stati glaronese e presidente dell’ACS Mathias Zopfi. Perdere l’accesso ai sistemi europei di ricerca e di informazione comprometterebbe la sicurezza in Svizzera e la capacità delle autorità di polizia e giudiziarie di lottare contro la criminalità transfrontaliera ne risentirebbe gravemente.

Comunicato stampa


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