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Iniziativa per la democrazia: Comuni contrari ad ampliare le competenze federali

am 28. April 2026
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L’iniziativa popolare «Per un diritto di cittadinanza moderno» (Iniziativa per la democrazia), lanciata nel novembre del 2024, chiede che i requisiti per la naturalizzazione siano uniformati e rientrino nella sfera di competenza della Confederazione. Secondo i promotori dell’iniziativa, gli stranieri devono poter ottenere la cittadinanza se risiedono legalmente in Svizzera da cinque anni, non sono stati condannati a una pena detentiva di lunga durata, non compromettono la sicurezza interna ed esterna della Svizzera e possiedono conoscenze di base di una lingua nazionale. In questo modo verrebbero ridotti gli attuali requisiti per la naturalizzazione ordinaria. Inoltre, alla Confederazione verrebbe attribuita la competenza definitiva in materia di procedura ordinaria di naturalizzazione, attualmente disciplinata a livello federale, cantonale e comunale.

Il Consiglio nazionale si occuperà della questione nell’ambito della sessione speciale del prossimo 30 aprile e adotterà una raccomandazione di voto all’attenzione del popolo e dei cantoni. In una lettera congiunta rivolta ai membri del Consiglio nazionale, l’Associazione dei Comuni Svizzeri (ACS) e la Federazione svizzera dei patriziati (SVBK) raccomandano alla Camera bassa di votare «no» all’iniziativa, poiché essa interferisce in modo significativo con le competenze dei cantoni e dei Comuni.

La cittadinanza svizzera si basa attualmente su un sistema collaudato a tre livelli. Conformemente all’articolo 37 della Costituzione federale, la cittadinanza svizzera presuppone la cittadinanza comunale e cantonale. Si tratta di un ordine strettamente legato alla storia, all’identità e all’organizzazione federalista della Svizzera.

L’iniziativa popolare mette radicalmente in discussione questo sistema. Dal punto di vista dell’ACS e della SVBK, le preoccupazioni delle promotrici e dei promotori in merito all’armonizzazione delle condizioni di naturalizzazione sono comprensibili, ma l’iniziativa si spinge ben oltre questo obiettivo. Abolendo o indebolendo alcuni criteri essenziali, tra cui l’integrazione sociale e la situazione finanziaria, l’iniziativa abbassa in modo eccessivo gli attuali requisiti.

In particolare, il previsto trasferimento di competenze metterebbe in discussione l’attuale ripartizione federalista. Qualora l’iniziativa fosse accettata, la competenza per il rilascio della cittadinanza svizzera non spetterebbe più ai Comuni, sebbene questo livello sia in grado di valutare al meglio il grado d’integrazione di una persona. L’ACS e la SVBK considerano pertanto indispensabile mantenere l’attuale sistema di cittadinanza a tre livelli e l’attuale ripartizione delle competenze in materia di naturalizzazione.


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